Lo strappo
Di questi tempi non è facile leggere o sentire voci fuori dal coro. Tantopiù se a partire da chi dovrebbe fare la voce grossa non arrivano grandi messaggi nonostante le occasioni “ghiotte”.
Ecco allora che fa piacere, in seguito alla condanna a 7 anni di Marcello Dell’Utri, senatore PDL e co-fondatore di Forza Italia, leggere le reazioni dei giovani del PDL Siciliano che rispondono in rima all’amico più intimo del Capo.
I fatti Ricostruiamo brevemente i fatti: ieri, 29 giugno 2010, verso mezzogiorno arriva la notizia: Marcello Dell’Utri è stato condannato a 7 anni per “concorso esterno in associazione mafiosa”, ma viene assolto per le “condotte successive al 1992, perché il fatto non sussiste”.
Ci si aspetterebbe un’alzata di sciacalli, pronti a non farsi scappare l’occasione per schiacciare questa palla nel campo avversario aldilà della rete. Ci sono tutte le carte in regola per spingere il PDL in un angolo e per un pò non lasciarlo respirare. Invece poche voci si levano e molte meno veramente incisive (si ricorderà forse la battuta di Di Pietro, unica ad aver lasciato il segno nello stretto giro dei commenti a caldo).
Al contrario, nell’assordante silenzio delle opposizioni, cominciano ad alzarsi vibranti cori di euforia dai banchi del PDL, che prendono coraggio minuto dopo minuto nel lasciare le più disparate dichiarazioni per tracciare il sentiero che dovrà poi seguire la discussione successiva.
Capezzone, Quagliarello, Cicchitto. I cani da guardia si muovono in fretta ed esaltano l’assoluzione per i fatti successivi al ’92 portando alla ribalta la non riuscita riscrittura della genesi di Forza Italia.
Tutto nella norma, se non fosse che a rovinare la perfetta sintonia ritrovata dalla Destra Italiana, ci si è messo proprio lui, il Condannato. Sarà troppo abituato a star vicino a B o sarà stato lui ad insegnarlo al PresDelCons, fattostà che pochi minuti dopo la lettura della sentenza ribadisce uno dei capisaldi del suo pensiero: “Vittorio Mangano è stato il mio eroe”
Lo strappo Ed è qui che nasce lo strappo. Quando è troppo è troppo. Ok solidarietà umana, ok difesa della ditta, ok non farsi male da soli, ma quando si esagera c’è ancora qualcuno in grado di rendersene conto. Questa volta sono i giovani del PDL Siciliano che, assieme ad Azione Universitaria, alzano la schiena e si schierano contro le dichiarazioni del loro (vero) capo.
“Oggi più che mai sentiamo l’esigenza di avviare una profonda riflessione all’interno del partito dopo questa condanna che rimane gravissima soprattutto per un uomo impegnato in politica – si legge in una nota della Giovane Italia Sicilia – Non ci uniremo al solito coro di solidarietà già tristemente visto negli anni scorsi per i politici condannati. Il nostro movimento giovanile non può rimanere in silenzio davanti a fatti che minano la credibilità di un intero partito”.
“Mentre Dell’Utri continua a definire un eroe il mafioso Vittorio Mangano, noi affermiamo con orgoglio che gli eroi dei giovani siciliani sono persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
Ma non è tutto: chiedono anche di introdurre nello statuto del PDL una norma che preveda la non ricandidatura perenne dei condannati in via definitiva per corruzione e mafia.
Uno strappo in piena regola, un salto nel vuoto alla ricerca di una propria, nuova, identità. Uno spiraglio di luce nel buio pesto della melma grigiastra che invade gli apparati delle istituzioni. Una boccata d’ossigeno in una stanza chiusa da troppo tempo; un pò di sole, dopo troppe, troppe, giornate di pioggia.
La nostra reazione E’ a loro che va il nostro applauso: a loro che hanno saputo alzare la testa e con dignità hanno saputo dare un impulso ad un cuore ormai troppo abituato a battere al rallentatore. In quest’Italia di contrapposizioni ideologiche, nella quale ogni dichiarazione ha un colore e va contrastata, è un piacere leggere che c’è la speranza di poter ripartire per ricostruire. Bianchi e neri, rossi e verdi. Accomunati da un senso di legalità e di giustizia che faccia da base al nostro futuro. Esulando dalle posizioni e dai partiti, occorre spazzare la polvere dal pavimento, prima di rimettere la cera. Ecco perchè siamo con loro. Bravi ragazzi.

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